Martedì 1 Giugno 2010 alle ore 17, presso l’Aula Consiliare di Via Mazzini, si è riunito il Consiglio Comunale di Lizzano.
E’ stato un Consiglio Comunale infinito, durato circa 8 ore, nel quale sono stati affrontati ben 39 punti all’ordine del giorno. In particolare, il primo punto ha riguardato la presentazione congiunta di ben 7 tra interrogazioni ed interpellanze da parte dei capigruppo Antonio Leggieri del PD e Antonio Musciacchio di Rifondazione Comunista, circa tematiche urgenti e rilevanti per il paese, quali il persistente cattivo odore all’interno del paese, il problema del grossissimo e potenziale pericolo all’interno del plesso Manzoni in seguito ad un violento temporale abbattutosi lo scorso febbraio, lo stato dei lavori per il completamento di Piazza Bagnara.
In seguito si è provveduto all’esame e all’approvazione del rendiconto di gestione 2009 e del bilancio di previsione 2010, quello pluriennale 2010/2012 e della relazione previsionale e programmatica 2010/2012 e in ultimo all’approvazione di ben 30 debiti fuori bilancio.
Questo il commento del capogruppo del PD Antonio Leggieri in merito al bilancio: “Il voto espresso dal nostro gruppo consiliare non poteva che essere decisamente contrario. Esattamente due anni fa questa maggioranza si è presentata al cospetto dei cittadini prima e del Consiglio Comunale poi, con un programma faraonico e con l’obiettivo di rivoluzionare il paese. Prendiamo atto che ad oggi, a distanza di due anni dall’insediamento dell’amministrazione comunale, tutti gli obiettivi prefissati sono stati puntualmente disattesi e l’azione amministrativa si è dimostrata fallimentare e inefficace.
Il primo punto del loro programma riguardava il “ripristino della legalità”. Ad oggi in realtà, ciò a cui noi abbiamo finora assistito è stato invece un “ripristino dell’illegalità”: in questo ultimo periodo infatti il nostro paese è ritornato ad essere vittima di atti vandalici e della delinquenza nel più totale silenzio da parte delle istituzioni locali. Le esperienza di vita di uomini come Falcone e Borsellino dovrebbero invece insegnarci che l’omertà e il silenzio sono strumenti di collusione mafiosa e che le mafie e la delinquenza si contrastano e combattono ponendo in essere atti diretti e concreti, facendo sentire la presenza delle istituzioni all’interno del paese.
Nessuno strumento è stato adottato per consentire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita amministrativa del paese: la promessa, puntualmente disattesa, era quella di prospettare preventivamente alla cittadinanza le decisioni che avrebbero riguardato interventi importanti sul o del territorio. Allo stesso modo non sono state affidate ai cittadini forme di controllo della gestione amministrativa, non è stato istituito lo sportello comunale per il cittadino, l’impresa e l’ospite, così come il difensore civico, la consulta giovanile, quella dei rappresentanti di quartiere.
Il Consiglio Comunale è stato trasformato in un mero organo di ratifica delle decisioni della Giunta, ben lontano da quell’idea di Consiglio aperto, a cadenza mensile, nel quale addirittura si prospettava l’introduzione da parte del questione time per ogni seduta. Ad oggi possiamo registrare una assoluta chiusura da parte della maggioranza ad ogni proposta dell’opposizione, con la massima assise comunale convocata a ben 6 mesi di distanza dalla precedente.
Anche le promesse in merito al recupero, rilancio e attenzione nei confronti delle scuole, soprattutto delle loro strutture, è stato disatteso, come si evince anche dalle note del Dirigente Scolastico, il quale a più riprese e in diverse occasioni ha comunicato situazioni di potenziale pericolo degli edifici scolastici, puntualmente ignorate. Ad oggi registriamo un impegno da parte dell’amministrazione per la risoluzione di tali problemi, che nella pratica però rimangono ancora irrisolti, mentre la situazione di potenziale pericolo in danno ad alunni e insegnanti persiste.
Nessun intervento è stato posto in essere in favore della lotta contro la dispersione scolastica e l’impoverimento culturale: noi crediamo che lo sviluppo di una comunità passi anche e soprattutto attraverso la propria crescita culturale.
Ma non solo: nessuno strumento è stato adottato per il potenziamento e sviluppo del settore sanitario, in favore delle famiglie, dei servizi sociali, per non parlare dell’assenza di interventi in tema di lavoro, soprattutto quello giovanile. Dalla relazione previsionale programmatica del triennio 2010/2012 emergono dei dati preoccupanti: accanto all’aumento del tasso di mortalità dello 0,14 % e la conseguente diminuzione del tasso di natalità dello 0,36 % dal 2006 ad oggi, apprendiamo che il numero degli emigrati supera quello degli immigrati, dei quali la stragrande maggioranza sono giovani. La fuga dei cervelli dal nostro paese verso il nord è un tema che merita l’attenzione delle istituzioni locali della nostra comunità.
Disattese sono state inoltre le speranze di superamento dell’attuale situazione di stasi del settore edilizio: molte critiche a questa amministrazione sono giunte anche da parte dei professionisti del settore a causa del mancato sblocco di diverse aree nel nostro paese.
Nessun intervento è stato compiuto in favore dello sviluppo della nostra fascia costiera: siamo ancora in attesa di conoscere la posizione dell’amministrazione circa il completamento dell’iter di adozione del PIRT, se si è favorevoli o no alla sua adozione ed eventualmente qual è l’alternativa. Nessun segnale si è avuto a sostegno della lotta contro l’abusivismo edilizio, soprattutto della fascia costiera, nei confronti della quale è pressoché assente una politica di valorizzazione tesa anche alla creazione di strutture recettive che possano accogliere in modo dignitoso gli innumerevoli turisti che ogni anno, soprattutto in occasione della stagione estiva, soggiornano nel nostro territorio.
Nella scelta delle opere da effettuare poi, non è stato introdotto e adottato un giusto criterio di utilità e priorità, vi è poca attenzione per l’arredo urbano, del suo recupero e della sua cura, così come per le zone verdi, vi sono opere pubbliche non ultimate, progetti, magari anche già finanziati, accantonati e destinati all’oblìo più assoluto.
Questa amministrazione si è dimostrata poco sensibile nei confronti delle politiche ambientali: siamo in forte ritardo in materia di raccolta differenziata e l’unico dato certo che si ha in merito è l’aumento della TARSU del 38,60 %; aumento che noi tutti consiglieri di opposizione riteniamo illegittimo e nei cui confronti abbiamo deciso di porre in essere un esposto – denuncia presso la Corte dei Conti, affinché verifichi in ordine ad un presunto indebito arricchimento del Comune a danno dei cittadini.
Il settore agricolo, strategico e fondamentale per la nostra terra, è stato finora pressoché ignorato: l’impegno di istituire l’ufficio agricoltura a Lizzano è stato disatteso, provvedendo ad eliminare già durante il precedente bilancio 6.000,00 € ad esso destinato.
Poca attenzione inoltre è stata rivolta alla delicata problematica della sicurezza stradale: un recente decreto del Ministro Brunetta prevede che il 50% degli introiti derivanti dal pagamento delle multe e contravvenzioni da parte dei cittadini in favore dell’ente comunale debbano essere da quest’ultimo destinati ad interventi miranti ad un miglioramento della sicurezza stradale; questo avviene in tutti i comuni d’Italia, ma non a Lizzano, perché quelle somme sono state utilizzate diversamente.
Da evidenziare sono anche le anomalie da noi registrate in merito all’iter per procedere alla revisione della pianta organica: a norma dell’art. 4 bis del D. Lgs. 165/01, la proposta di delibera deve essere preceduta dalle proposte dei responsabili di servizio, che ne individuano il fabbisogno, e la convocazione delle organizzazioni sindacali; questa amministrazione ha invece attuato un iter procedurale inverso, procedendo alla presentazione della proposta di delibera senza minimamente tenere in debito conto le successive proposte presentate dai responsabili di servizio e convocando le organizzazioni sindacali lo stesso giorno della celebrazione del Consiglio Comunale.
In ultimo la problematica dei debiti fuori bilancio: non si comprende come, a fronte di innumerevoli richieste di risarcimento danni nei confronti del Comune di Lizzano, il Sindaco dichiari pubblicamente la mancanza di necessità affinché si proceda alla istituzione di un ufficio contenziosi all’interno della revisione della pianta organica. E’ una dichiarazione scellerata, oltre che inaccettabile. Questa amministrazione ha il dovere morale di ammettere alla cittadinanza di non voler risolvere questo annoso problema. A più riprese abbiamo proposto, nei vari Consigli Comunali nei quali si è discusso dei debiti fuori bilancio, l’istituzione di una Commissione di vigilanza sui contenziosi, a costo zero, quindi senza apportare alcuna spesa a danno dei cittadini. Purtroppo la nostra proposta, al pari di quella sulla previsione di un ufficio contenziosi, è stata rigettata dalla maggioranza, comportando un aggravio e una degenerazione del problema, divenuto ormai cronico.”
In conclusione, il gruppo consiliare del Partito Democratico definisce l’azione amministrativa di questa maggioranza decisamente fallimentare su tutti i fronti, dimostrando inerzia, incapacità e inefficacia in ordine alla risoluzione dei vari e tanti problemi che affliggono la cittadinanza lizzanese e causando una decisiva regressione dello sviluppo sociale, culturale, economico e finanziario della comunità.
